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Anno 2002

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"Forti" di quanto raggiunto, decidemmo di fare un altro passo cruciale, cioè cambiare nuovamente sede acquistando un bell'appartamento di 160 mq in via Monte Suello 5/3 (sempre quartiere della Foce, ma palazzo "prestigioso" con incorporato portiere dello Sri Lanka, molto ossequioso). Il trasloco fu una epopea. La decisione non fu "serena" perché una parte dei soci pensava fosse più giusto non investire nell'azienda, ma raccogliere i frutti economici del lavoro svolto sino ad allora. Alla fine "vinse" la tesi dell'investimento e ci trasferimmo.) Non potreste mai immaginare la quantità di carta che produce e accumula una agenzia di pubblicità. Chi fa comunicazione è preso da un insano desiderio di conservazione, i bozzetti creativi sono come delle reliquie, impolverate, ma sempre intoccabili, qualche volta messi sotto vetro. Cambiammo anche i mobili, ma da genovesi parsimoniosi, li prendemmo alla Ikea. Finalmente avemmo lo "stanzino riunioni" e tutti, proprio tutti avemmo un computer.

Genova a pieni polmoni

Era l'epoca del Sindaco Giuseppe Pericu, del Direttore Generale Sergio Noce e soprattutto dell'arrivo di molte risorse (leggasi finanziamenti) da Roma e dall'Europa.
Fu un periodo molto intenso di collaborazione con il Comune di Genova che culminò per alcuni anni nella organizzazione e promozione delle così dette "domeniche ecologiche". Con la "scusa" della chiusura al traffico di un parte importante della città (da piazza della Vittoria sino a piazza dell'Annunziata) venne inventata una miriade di iniziative che coinvolsero istituzioni pubbliche e private con eventi, manifestazioni e molta partecipazione dei cittadini e di tanti turisti provenienti da varie città. Migliaia di persone si riversarono nel centro città, occupando festosamente via XX Settembre e trasformandola in una vera grande movida diurna. Un anticipo di quello che sarebbe accaduto con le "notti bianche".

 

 

 


L'urlo Comico

Ricordiamo questa iniziativa perchè divenne un esempio particolare di come fosse possibile trasformare una sponsorizzazione culturale da un atto di mero mecenatismo in una iniziativa commerciale che consentiva di offrire vantaggi ai due soggetti: l'azienda sponsor e l'ente culturale sponsorizzato.
Venne creata una nuova formula di abbonamento dedicata a una parte degli spettacoli inseriti nella programmazione teatrale (vennero selezionati alcune rappresentazioni con tema comico). Il pubblico alla quale fu destinata era quello più giovanile o in genere quello più "popolare" particolarmente esposto ai personaggi e trasmissioni televisive; il prezzo di vendita venne stabilito a condizioni molto agevolate.
La vendita dell'abbonamento fu estesa, oltre che al botteghino del Politeama, a tutte le agenzie del Banco di Chiavari presenti in Liguria.
Fu un successo di interesse e di adesioni: si arrivò a sfiorare quota mille abbonamenti al carnet "Urlo Comico" in una sola stagione.

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